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 CALTAGIRONE (CT)
Adagiata pittorescamente su tre colline sopra le alture che collegano i monti Erei e gli Iblei sulla strada tra Catania e Gela. Il borgo risale ad antichissime origini ,con ricche testimonianze delle civiltà che si sono succedute nel tempo. Con i Normanni e gli Svevi la città conobbe un lungo periodo di prosperità, affermandosi come centro di produzione della ceramica.
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Rivestita di forme barocche dopo il terremoto del 1693, si offre oggi al visitatore, sotto molteplici aspetti di interesse storico, artistico e culturale.


Un itinerario per visitarla passa dal Duomo alla Corte capitaniale, attraverso il carcere Borbonico che ospita l’esposizione dei Musei civici, continuando per il “Teatrino” sede del Museo Regionale della Ceramica, l’educandato S.Luigi con l’archivio di Stato e la biblioteca comunale nel Palazzo dei Principi Interlandi di Bellaprima in cui si trovano il Municipio e l’archivio comunale. Si può poi proseguire per l’Ospedale delle donne, sede della Galleria Civica d’Arte Contemporanea, il Monastero di San Gregorio fino al Convento dei Padri Cappuccini.
L’immagine simbolo della città resta la scalinata di 142 gradini dalle alzate in maiolica policroma, che unisce Piazza del Municipio a Santa Maria del Monte.

 
  Le chiese:

La chiesa di S.Francesco d'Asssisi fu edificata nella seconda metà del Duecento e ricostruita in forme barocche dopo il terremoto del 1693.
La facciata goticheggiante di San Pietro è racchiusa fra due campanili gemelli e rivestita di maioliche policrome.
Il Duomo di San Giuliano, ricostruito dopo il terremoto del 1542, ha una bella facciata liberty disegnata dall'architetto Fragapane agli inizi del '900.
Santa Maria del Monte fondata nel XII secolo e la chiesa di San Giacomo in stile normanno, con lo stemma della città in bassorilievo sulla porta.

 
  Le ville patrizie:

Nel ‘700 i nobili caltagironesi costruirono splendide ville private disseminate nella campagna circostante e dotate di meravigliosi giardini. Risalgono a questo periodo: Villa Crescimanno d’Albafiorita, Villa Libertini di San Marco, Villa Speciale-Scelba, Villa Libertini Spadaro, Villa Gravina di Montevago e i resti di Villa Patti.
 

  Maestri vasai:  

Quasi tutto a Caltagirone parla della maiolica: le botteghe dei Maestri artigiani, la terrazza in ceramica della casa del Maestro ceramista del ‘700 Benedetto Ventimiglia, la fontana della Flora di Camillo Camilliani nella villa comunale, il palco della musica in stile moresco con decorazioni in maiolica di Nino Ragona.

Gli scarti di vasellame, ritrovati durante gli scavi, dimostrano che l’arte ceramica era fiorente a Caltagirone già ai tempi della colonizzazione Ellenica. Questa tradizione rimase fiorente durante il medioevo malgrado le calamità e i terremoti che più volte interessarono la zona.
Il primo vasaio di grande notorietà fu nel 1456 il Maestro Federico Iudica.
Dopo il terremoto del 1693, che colpì tutta la Sicilia orientale, la ceramica caltagironese rifiorì nel ‘700 anche grazie alle nuove costruzioni di chiese e ville patrizie.

Dopo un periodo di declino nell’ ‘800, oggi la tradizione ceramica caltagironese ha riscoperto nuova vitalità.
 
  Le botteghe:

A Caltagirone meritano di essere visitate le botteghe di:
   
     
Totò Regalbuto
Un artista e docente che organizza corsi di decorazione su ceramica.
Via S. Stefano, 65 - 95041 Caltagirone (CT)
Tel + 39 329 6157214
mail: totoregalbuto@aliceposta.it
web: www.totoregalbuto.it
 
     
Filippo Vento
Continuatore appassionato delle più forti tradizioni della ceramica di Caltagirone, foggia al tornio maestose forme di vasellame con grande voglia di insegnare l'arte alle nuove generazioni nella sua fabbrica-bottega con corsi individuali e collettivi.
via Balatazze, 52 - 95041 Caltagirone (CT)
Tel + 39 338 5463419
 
     
     
  Dove alloggiare:
     

 
   
     
  Manifestazioni:

Marzo-Aprile
Spartenza e La Giunta: processioni durante la Settimana Santa.

Luglio
Festa di San Giacomo, con la luminaria sulla celebre scalinata.

15 Agosto
Festa della Madonna del Ponte, con pellegrinaggio in ginocchio di Cristo Morto

 
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