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 Sicilia - I Castelli di Federico II   
I castelli federiciani nascono in Sicilia nei primi decenni del secolo XIII. L'imperatore si spostava da una residenza all'altra per esigenze belliche, di caccia o di rappresentanza. Il corteo imperiale era uno spettacolo impareggiabile: si apriva con la cavalleria saracena montata su cavalli arabi divisi per mantelli: prima i grigi, poi i sauri e infine i bai.
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Seguivano i mehari con palanchini muniti di tende colorate dietro le quali s'intravedevano volti di donne bellissime. A breve distanza seguiva l'imperatore sul suo cavallo preferito, un morello di nome Dragone. Attorno a lui i cortigiani vestiti con abiti esotici montavano splendidi palafreni. Seguivano servi, paggi, palafrenieri, falconieri, mute di cani, ghepardi da caccia, leoni, scimmie ed altri animali. Infine i muli e i ronzini da soma con i bagagli: libri, registri, abiti, vettovaglie e quant'altro.

Sfarzo e raffinatezza caratterizzarono la vita all'interno delle dimore imperiali. Fra quelle mura protette il tempo scorreva rallegrato da musiche, canti, poesie, dotte conversazioni e tutto quello che di più stravagante il mondo potesse offrire ad una corte sempre alla ricerca del ben vivere.

Per informazioni e visite ai Castelli di Federico II, rivolgersi
all'Assessorato del Turismo, delle Comunicazioni e dei Trasporti
della Regione Sicilia: www.regione.sicilia.it/turismo - Tel +39 091 6968201


Testi e immagini sono adattate dalla pubblicazione "I castelli di Federico II in Sicilia" a cura di Gaetano Basile.
 
 
  Palermo -  Steri

L'Osterio Magno o Steri è la dimora palermitana della famiglia Chiaramonte.
L'influenza del Chiaramonte fu tale che tutto il secolo XIV è ricordato in Sicilia come epoca chiaramontana, interessando l'architettura e l'arte del periodo che, riprendendo temi e motivi cari all'architettura normanna, sviluppò uno stile che della famiglia illustre prese nome.
La splendida dimora fu costruita da Manfredi I conte di Modica e Gran Siniscalco del Regno, nel 1307: elegante e solenne è sita di fronte al mare, tra il porto della Cala e quello di S. Erasmo.
Al piano terra bastioni ciechi da difesa con due porte d'ingresso. Al piano nobile eleganti bifore e trifore danno leggerezza alla massiccia costruzione.
E' incompiuto il secondo piano.
Andrea, l'ultimo Chiaramonte, che con altri nobili si era opposto all'aragonese
re Martino, fu vinto e decapitato sul ceppo, nel 1392, davanti al suo Hosterium. Oggi, dopo varie trasformazioni, è la sede del Rettorato dell'Università di Palermo.
Splendida la Sala Magna, oggi salone di rappresentanza del Rettorato, con un prezioso soffitto ligneo a grandi travature, dipinto nel 1377 da Darenu di Palermo, Cecco di Naro e Simone da Corleone: una fantastica sequenza di scene con avventure cavalleresche tratte dai romanzi cortesi e raccontate con molta eleganza. Dame. cavalieri, draghi, cavalli, battaglie e borghi medievali, in un caleidoscopio di grande fascino.

 
  Milazzo - Castello Federiciano

I lavori del Castello di Milazzo, in provincia di Messina, erano già avviati fin dal 1239. L'imperatore Federico II nel 1240 inseriva questo sito tra i Castra Exempta, per i quali occorreva nominare un castellano.
Milazzo è indicato con un castellano ed otto inservienti: durante la guerra del Vespro capitolò per fame durante i cinque mesi di assedio.
Il Castello sorge in una splendida posizione sul crinale di una collina e guarda da un lato sul porto di Milazzo, dall'altro lato è a picco su una spiaggia.
La Torre Mastra, probabilmente precedente al Castello stesso, affaccia sul dirupo e venne ridotta d'altezza nel Cinquecento per evitare le artiglierie e sulla spalletta vennero aperti varchi per i cannoni.
Il perimetro si apre come un ventaglio seguendo l'andamento del terreno.
A difesa delle mura ci sono quattro torri quadrate: due sui lati corti e due sul versante di Sud-Est. Si può ammirare la muratura di pietra nera e pomice delle Isole Eolie.
Dopo il 1860 l'edificio fu trasformato in carcere, con conseguenti danni causati dalla nuova destinazione.
La parte inferiore del Castello attualmente è destinata per opere teatrali e spettacoli all'aperto e si affaccia all'antico Duomo, raro esempio di architettura barocca siciliana del XVII secolo.

 
  TRAPANI - Castello Colombara  

La Torre ottagonale ha un'altezza di trentadue metri e sorge su uno scoglio all'imbocco del porto di Trapani. Elevata per quattro piani e con il piano più basso scavato nella roccia: con molta probabilità era una cisterna per la raccolta delle acque piovane.
Al primo piano, una splendida sala ottagonale con solaio in legno poggiato su otto pilastrini su mensole: la scala in pietra a due rampe porta all'ultimo piano coperto da una volta a ombrello che poggiano su otto mezze colonne con capitelli. Si pensa. dalla struttura. che il progetto sia stato fatto dalla stessa persona che ha progettato la Torre di Enna.




 
  Sambuca (AG) - Mazzalakar  

Attraverso le testimonianze di autorevoli storici si può dire quasi con certezza che il paese originariamente non dovette essere altro che un casale arabo, sorto attorno a un castello costruito nel lontano 827 da un emiro saraceno sulla estremità di una collina dove oggi sorge il comune. Da lui, sia il castello sia il casale, presero il nome di Zabut.
Fino al XIII sec. Zabut fu abitata da popolazione islamica: conserva ancora le tracce di questa sua matrice musulmana, nel quartiere arabo, l'antichissimo casale contiguo al castello costituito da un impianto urbano sviluppatosi attorno "a li setti vaneddi" oggi Vicoli Saraceni, viuzze strette con casette basse e modeste destinate allora a soldati e contadini, e nella Fortezza di Mazzalakar, sulle rive del Lago Arancio, che viene sommersa ogni qualvolta s'innalza il livello del lago.
Federico II di Svevia, re di Sicilia, appoggiato dal papa desideroso di metter fine alla "questione saracena", iniziava contro i musulmani una vera e propria campagna militare.
Zabut resistette per due anni, ma poi capitolò nel 1225.
I Normanni, distribuendo feudi e castelli, diedero inizio alla feudalità e al baronaggio di fortunate famiglie che, dopo la morte di Federico II, si rafforzarono sempre più, divenendo i padroni delle città e terre della Sicilia.
Abitato fino al 1819, ridotto a carcere comunale, fino al 1830 era in buono stato.
Del castello "Forte di Mazzalakar" non rimane nulla.

  Enna - Castello di Lombardia 

La costruzione de Castello di Lombardia a Enna è attribuito all'imperatore Federico II, anche se non esistono documenti precisi.
Sorge nel sito di una preesistente struttura fortificata araba, d'epoca normanna, restaurata.
Il nome deriva dal presidio di mercenari longobardi al tempo di Ruggero d'Altavilla.
E' un sistema difensivo, sfruttato fin dalla più remota antichità. E' situato a 980 metri sul livello del mare su una rocca con le pareti a strapiombo. I rinforzi artificiali erano le mura urbane ed un fossato con una spianata libera da vegetazione e costruzioni che obbligavano l'aggressore ad avanzare allo scoperto.
A seguito della rivolta dei saraceni del 1232, Federico II la utilizzò come base operativa, al centro della Sicilia, per le azioni militari di repressione.
Conserva sei delle venti torri di un tempo e tutto il complesso di cortili più o meno ampi: quello più vasto viene solitamente utilizzato come spazio teatrale nel periodo estivo.

  Augusta (SR) - Castello Federiciano 

Il Castello d i Augusta in provincia di Siracusa, fu eretto sulle fondamenta di una fortificazione nell'anno 1232, sotto la direzione del Praepositus Aedificiorum Riccardo da Lentini.
Questo Castello è a pianta quadra, con sessantadue metri di lato, quattro torri quadre ai quattro angoli e due torri a pianta pentagonale che appoggiano alle mezzerie di Nord e Sud: si possono ammirare due torricelle rettangolari ad Est e Ovest, con delle mura spesse due metri e sessanta in tufo ben squadrato.
Alcuni conci delle torri sono a rilievo, simili a bugne.
La grande ed ampia corte interna ha vasti locali con tipiche strutture federiciane dell'epoca.
Nel corso dei secoli ha subito manomissioni a causa dell'adattamento alla difesa del porto e dell'entroterra.
Di recente alcuni lavori hanno messo in luce presenze sia di carattere militare che civile.
La duplice cinta muraria è di epoca spagnola, mentre la destinazione a carcere risale al 1890.
Solo nel 1979 il Castello è stato restituito alla pubblica fruizione.

  Siracusa - Castel Maniace

Il Castel Maniace a Siracusa deve il nome al celebre generale bizantino Giorgio Maniace, che nel castello aveva edificato una imponente postazione difensiva.
In questa imponente struttura, le mura con le torri non sono soltanto protezioni, ma elementi architettonici di grande rilevanza.
Il sito sorge all'estremità dell'isola di Ortigia, difeso da un fossato nel quale circolava l'acqua del mare.
E' a pianta quadrata, con 51 metri di lato e quattro torri cilindriche a ogni angolo. L'impianto interno grava su colonne in pietra sulle quali poggiano ventiquattro volte a crociera costolonate: è il più grande atrio dell'architettura federiciana.
Il vano centrale, a cielo aperto, per dare luce ai locali circostanti e lo spessore delle mura perimetrali è di quattro metri.
Il sontuoso portale è unico per le decorazioni degli elementi in pietra intagliati con raffinatezza tale da far definire questa fortezza Castello imperiale.
Sono stati impiegati per la costruzione tre tipi di pietra: calcarea e lavica per i conci squadrati e l'arenaria per i riempimenti.
A seguito delle trasformazioni in epoca spagnola e della ricostruzione dopo il terremoto del 1693, subì notevoli danni. Infine, il 5 novembre 1704, un fulmine fece esplodere il deposito delle polveri, riducendolo allo stato in cui lo vediamo oggi.
Erano custoditi in questo castello i famosi arieti in bronzo di manifattura greca, oggi al Museo Archeologico Regionale di Palermo.

  Catania - Castello Ursino

I lavori del Castello Ursino di Catania furono diretti da Riccardo da Lentini ed il primo documento porta la data del 1239.
Il Castello sorge su un promontorio sul mare: è considerato il più bello tra i Castelli di Sicilia.
L'imperatore Federico II per la costruzione di questo Castello ebbe attenzioni particolari e dette suggerimenti sui lavori e ordinò a Riccardo da Lentini di relazionarlo dettagliatamente su ogni fase di costruzione.
Eretto su una motta entro la città medievale, è stato risparmiato dall'eruzione del 1669.
Cinquanta metri per lato, con muri spessi oltre due metri e cinquanta: per la costruzione si usarono conci di pietra lavica. I quattro spigoli esterni sono protetti da quattro torrioni cilindrici alti trenta metri e torrette su due lati.
Il cortile molto spazioso immette negli interni, a pianta quadra quelli dietro le torri rettangolari quelli dietro le mura.
In corrispondenza dell'ingresso, un ponte scavalca il fossato.
Di recente, nelle mura, sopra il basamento di fondazione, sono stati trovati i resti di dodici giovani sepolti in tombe singole senza oggetti personali, mentre una tredicesima tomba è stata trovata vuota.
Dal 1932 il Castello è sede Museale.

  Dove soggiornare:

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