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 INCISIONE SU CARTA
 
Le prime stampe su carta, che traevano origine dall'antica tecnica del niello, cominciarono ad apparire intorno alla metà del XV secolo a Firenze e Bologna.
 
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Il niello era una lavorazione artigianale che consisteva nella stesura, su lastra metallica incisa, di uno smalto nero composto da sulfuri di argento, rame e piombo che, liquefacendosi, scivolava e si solidificava nei solchi mettendo in risalto l'incisione.
 














La lastra così niellata veniva utilizzata per la decorazione sia di oggetti di culto, sia di accessori di abbigliamento, sia di rilegature

di libri. Nel Quattrocento, tra gli orafi era affermata l'abitudine di tirare prove su carta per verificare la qualità dell'incisione e per valutarne l'effetto. Da qui la nascita di un vero e proprio mercato delle stampe.
I più famosi niellisti furono Francesco Francia a Bologna e Maso Finiguérra a Firenze (secondo il Vasari inventore dell'incisione su rame).

Si deve al bolognese Marcantonio Raimondi, allievo del Francia, il passaggio alla tecnica del bulino, procedimento più complesso, ma in grado di riprodurre con maggiori dettagli i soggetti.
Al contrario delle silografie, eseguite per un pubblico più vasto, le incisioni a bulino si rivolgevano ad un pubblico d'elite. I temi delle stampe erano inizialmente religiosi, ma in seguito si ispirarono a soggetti profani quali scene di battaglie e giardini d'amore.

Tra gli artisti che si cimentarono nelle stampe incise al bulino o all'acquaforte ricordiamo i Carracci, Guido Reni e Giuseppe Vitelli, vissuto tra il XVII e XVIII secolo, che ritrasse scene di vita popolare della sua Bologna.
Anche Giorgio Morandi, famoso per le sue nature morte, fino agli anni '60 ebbe la cattedra d'incisione all'Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Per saperne di più ed approfondire la conoscenza sulla tradizione della stampa a niello o a bulino, può visitare a Bologna il Gabinetto delle Stampe della Pinacoteca Nazionale in via Bellearti, 56 e la Biblioteca dell'Archiginnasio in Piazza Galvani, 1 dove sono conservati stampe, disegni antichi e manoscritti rari.
 
  Raimondi (Marcantonio) 

Raimondi (Marcantonio), incisore italiano (Bologna 1480- 1534 circa). Allievo del Francia per il niello, fu studioso e imitatore delle stampe del Dürer (diciassette lastre della Vita di Maria, trentasette della Piccola Passione). Passato a Roma, fu legato dal 1510 al 1520 a Raffaello, di cui riprodusse e diffuse una settantina di opere tra pitture e disegni. Incise anche da Michelangelo, Bandinelli e Giulio Romano e di quest'ultimo sedici lastre pornografiche che gli valsero nel 1526 l'imprigionamento e la distruzione delle opere. Scampato al sacco di Roma del 1527 e raggiunta Bologna, cessò ogni attività e vi morì oscuramente. 














 
  Francia (Francesco)

Francia (Francesco Raibolini, detto il), pittore e orafo italiano (Bologna 1460 circa - 1517). Dapprima orafo, portò nella sua pittura la raffinatezza d'esecuzione e l'amore per la preziosità della materia proprie di quell'arte. In rapporto stretto con la pittura ferrarese e particolarmente col Roberti e col Costa, tramite Venezia, si accostò in alcune sue opere anche alla visione di Antonello da Messina. Animo contemplativo, rifuggì da ogni espressione drammatica, creando un proprio stile, a volte monotono, ma sempre sinceramente ispirato. Fra le sue opere si ricordano la Crocifissione (Bologna, Museo civico), la Natività(Liverpool, Corporation Gallery), Santo Stefano (Roma, Galleria Borghese), la Sacra famiglia (Berlino), la Pala Felicini (Bologna, Pinacoteca), il Ritratto di nobile(Londra, National Gallery), gli affreschi con Storie di santa Cecilia (Bologna, Santa Cecilia).
 

 

  Finiguèrra (Maso) 

Finiguèrra (Maso), orafo e disegnatore italiano (Firenze 1426-1464). Aiuto del Ghiberti, eseguì, su disegno del Pollaiolo, una Pace niellata per il battistero di Firenze. Suoi sono pure i disegni per le tarsie degli armadi della sacrestia di Santa Maria del Fiore.
 

Visitate il Museo della carta in località Pietrabuona a Pescia (Pistoia) web
 
 
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