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LA
COSTRUZIONE DEL MANDOLINO NAPOLETANO
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> Scopri le fasi per la costruzione del mandolino
La prima fase costruttiva è quella volta alla realizzazione
della cassa dello strumento (la parte rotondeggiante posteriore)
formata da un notevole gruppo di striscette di legname (doghe), che
vengono sagomate su una forma madre di legno pieno. |
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La tecnica usata è quella di curvare le doghe con un ferro caldo e
pazientemente fatte combaciare con la sagoma piena; poi si
assottigliano sul dorso di una pialla rendendole a forma di fuso
(larghe al centro e sempre più sottili verso l'estremità). Fatto
ciò, con dei chiodi sottilissimi, si fissa per prima la doga
centrale e via via si incollano a destra e a sinistra le rimanenti
doghe fino a completare la sagoma. |
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E' un'operazione che richiede molta abilità ed il metodo oggi
usato è esattamente lo stesso che si usava nei secoli scorsi. E'
buona norma, ai fini dell'estetica, inserire un filetto sottile
di legno di colore contrastante fra una doga e l'altra. Se le
doghe sono di acero (chiare) si usa un filetto di legno scuro; se
le doghe sono scure (palissandro) si usa il filetto chiaro.
Il giorno dopo, con molta cautela, si separa la cassa costruita
dalla sagoma madre in legno pieno; si rinforza la cassa appena
costruita con striscette di tela o con "pampuglia" (trucioli di
pialla incollati a vena traversa). Sempre con l'aiuto di un ferro
caldo si piegano le tavole armoniche (abete a vena molto stretta)
dando loro la caratteristica curvatura e si incollano a coppie
ottenendo la forma tipica di questi strumenti.
La curvatura della tavola armonica ha una funzione
importantissima: quella di caricare il piano armonico (la stessa
funzione dell'anima negli strumenti ad arco) al fine di avere un
suono molto pronto, acuto e brillante. Alcuni mandolini economici
con la tavola armonica completamente piatta hanno infatti un
suono più simile ad una chitarrina che ad un mandolino. Nella
fase successiva si incastra la tavola armonica già pronta sulla
sua cassa e lo strumento comincia a prendere il suo aspetto. A
mezzo di un incastro a coda di rondine si incolla la paletta che
sostiene la meccanica, che ha la funzione di reggere le corde e
dare l'accordatura; si aggiunge inoltre una soletta di legno
molto resistente e pregiato (ebano o palissandro) che reggerà i
tasti e che prende il nome di tastiera.
A questo punto il liutaio diventa decoratore ed il suo operato è
teso ad abbellire ed ornare il futuro strumento: fodere in legno
pregiato, madreperla vera, tartaruga, arte del traforo sono gli
ingredienti di tale operazione. Viene ora la delicatissima fase
della realizzazione della tastiera. Il liutaio, con grandissima
precisione, incastra le barrette di metallo che diventano i tasti
dello strumento. E' un'operazione molto difficile perché anche
uno spostamento minimo falserà la precisione delle ottave dello
strumento. I mandolini più pregiati su una lunghezza armonica
(piano di vibrazione della corda ovvero distanza fra il capotasto
ed il ponticello di circa 30 cm) portano ben 29 tasti (2 ottave
ed una quinta). Si può dedurre quanta precisione sia necessaria
per realizzare una buona tastiera di mandolino! Oggi il mandolino
è entrato prepotentemente nella grande musica ed esistono tre
importanti Conservatori italiani nei quali si può studiare lo
strumento conseguendone il Diploma.
Per completare il nostro mandolino resta la fase finale della
finitura. Questa fase è l'unica che ha avuto un certo cambiamento
rispetto all'antica lavorazione tuttavia è d'obbligo l'uso di
gomma lacca e spirito passati a tampone sulla tavola armonica,
per garantire al legno la massima flessibilità e quindi anche la
massima sonorità. Qualunque altro procedimento applicato sulla
tavola armonica provoca una perdita nella brillantezza timbrica
del mandolino. Solo lo spirito e la gommalacca sono il binomio
che sposa il legno abete ottenendo il massimo nel fattore suono.
A questo punto il mandolino è quasi completo ed è necessario il
tocco del maestro liutaio per regolare pazientemente le
corde,allo scopo di ottenere un tocco dolce ed il massimo della
sonorità. E' la fase della registrazione che tiene a battesimo il
nuovo mandolino; lo strumento comincia a suonare e tutte le sue
parti cominciano ad assolvere alle loro funzioni. Il nostro
mandolino ora è pronto per l'amatore che lo suonerà e,
probabilmente, gli farà varcare la frontiera italiana: gli
appassionati del mandolino napoletano sono infatti numerosissimi
all'estero, numerosi in nord Italia, pochi a Napoli patria di
questo strumento.
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Liuteria Calace - Via San Domenico Maggiore, 9 - 80134 Napoli NA (Italy) |

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