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 MOSAICO
 
Il mosaico è la decorazione che si ottiene con la giustapposizione di piccoli elementi colorati, detti tessere, applicati su superfici appositamente predisposte e preparate.
 
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  I materiali


Ragazze in bikini
Villa del Casale - Piazza Armerina (EN)









































I materiali fondamentali per la realizzazione del mosaico sono le tessere, i collanti ed i supporti.

Le tessere (pietruzze di forma quadrata) vengono ricavate spaccando ciottoli di fiume, pietre, marmi policromi, smalti, elementi grezzi di pasta vitrea o ceramiche e vengono opportuna­mente sagomate con uno speciale martello a profilo semicircolare in modo da ottenere piccoli cubetti di superficie scabra e di dimensione irregolare generalmente variabile da 2 a 20 mm. di lato.

I collanti necessari per il fissaggio delle tessere al sottostante supporto, pur nella diversità dei metodi di applicazione (mosaico diretto o rovescio), possono risultare compresi nella tipologia delle malte naturali o nel campo delle resine sintetiche.

Per i fondi, oltre a quelli naturali costituiti da pavimenti o muri intonacati, sempre più diffusa è la tecnica di posare il mosaico su pannelli indeformabili, composti di doppi fogli di vetroresina tra loro irrigiditi con elementi alveolari, costituiti da lamine in alluminio.

La superficie del mosaico, a seconda della tipologia applicativa e dell’effetto richiesto, potrà rimanere aspra e con le tessere in rilievo, o potrà essere levigata o lucidata, a varie intensità, per mezzo di levigatrici ad acqua analoghe a quelle utilizzate per levigare o per lucidare il marmo. Per certe lavorazioni è preferibile procedere alla levigatura manuale a mezzo di prodotti abrasivi montati su supporti che vengono costruiti nella forma e nelle dimensioni opportune.
 
  Gli attrezzi

La martellina è uno speciale martello con manico di legno e corpo di acciaio di forma semicircolare affilato su entrambi i lati. Pur rientrando nella categoria dei martelli del tipo pesante è molto bilanciato e adatto a dosare l’intensità del colpo che, battendo sul cuneo fissato sul ceppo, consente di formare le tessere, tagliando o spezzettando con assoluta precisione il materiale lapideo, vetroso o ceramico.

Il ceppo è costituito da un tronco d’albero, di circa 30 cm di diametro, di altezza variabile tra 65 e 75 cm, che mostra conficcato al centro della sua faccia superiore un cuneo di acciaio affilato sul quale la martellina può esercitare la funzione di taglio del materiale.

Il mosaicista utilizza anche una cazzuola di dimensioni opportune per la stenditura della malta di sottofondo, un frattazzo per battere in maniera omogenea la superficie in alcune fasi del fissaggio definitivo e una macchina levigatrice ad acqua o un utensile di tipo abrasivo per la levigatura manuale. A volte, soprattutto in caso di mosaici realizzati con tessere di piccola dimensione, viene utilizzata una pinzetta che sostituisce il pollice e l’indice nel posizionamento della tessera sul letto di malta ed eventualmente ne corregge, in maniera molto precisa, l’inclinazione in relazione alla luce richiesta.

 
  Metodi di lavorazione

Il metodo diretto
consiste nel posizionare le tessere in uno strato di malta di calce o di cemento o nell’incollarle ad una rete in fibra di vetro con mastice o con un legante di resina sintetica. Nella lavorazione diretta su rete in fibra di vetro il disegno, realizzato su carta, viene sezionato in settori di minore formato e, per ciascuno di questi, viene ritagliata una sagoma di misura corrispondente sia nella rete in fibra di vetro che in una pellicola di nylon trasparente.
Tra la carta e la rete viene posizionata la pellicola di nylon in modo di lasciare trasparire il disegno e impedire l’adesione del collante al disegno stesso. Completata la stesura del collante per uno spessore di pochi millimetri, si collocano le tessere rispettando, per ciascuna di esse, l’orientamento e l’inclinazione richiesta.

Successivamente, si procede all’unificazione dei settori sezionati all’inizio della lavorazione, ricomponendo l’unità del disegno e provvedendo, con il medesimo collante utilizzato per il fissaggio delle tessere, alla posa dell’intero mosaico sulla superficie alla quale è destinato.

Nella lavorazione a rovescio le tessere vengono incollate su un supporto cartaceo con una colla idrosolubile realizzata con farina di frumento, la cui lenta essiccazione permette al mosaicista ripensamenti e correzioni nella giustapposizione delle tessere.

Il disegno preparatorio deve tenere in considerazione la specularità dell’immagine rispetto al bozzetto e, sezionato in settori di adeguata dimensione, dovrà essere opportunamente contrassegnato in modo di rendere possibile la facile ricomposizione delle parti ad opera ultimata. Predisposta la superficie da rivestire con uno strato di malta grezza dello spessore medio di 2 cm, sulle tessere viene stesa con la cazzuola la buiacca (composto di cemento, acqua e calce atto a penetrare in ogni interstizio del mosaico) e, dopo avere spianato e lisciato la superficie con il dorso della cazzuola, si procede alla messa in opera del mosaico facendolo aderire alla superficie mediante battitura con il frattazzo.

L’ultima operazione consiste nel bagnare il supporto cartaceo in modo che possa essere completamente rimosso, e nella pulitura degli interstizi dalla colla eccedente con una spazzola robusta che consenta la messa a nudo del cemento sottostante.
 
  Scuole in Italia
 
  • Accademia di Belle Arti di Ravenna
  • Scuola Mosaicisti del Friuli "Irene da Spilimbergo" - Spilimbergo (PN)
  • Istituto Statale d'Arte per il Mosaico "M. D'Aleo" - Monreale (PA)

     
 
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