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Nei telai africani degli Ascianti vediamo un altro
notevole progresso con la comparsa di due licci attaccati a due
corde e sollevati alternativamente con la mano. Sospeso ad una
corda è anche il pettine. L'ordito è tenuto in tensione da una
grossa pietra.
Successivamente il movimento dei licci fu reso interdipendente
collegandoli con corde in modo tale che alzando uno dei due
l'altro deve abbassarsi e viceversa.
Cinesi e Indiani applicarono questa tecnica che è molto vicina a
quella in uso ancora oggi nella tessitura a mano. Nel 1733
l'inglese John Kay di Bury inventò la navetta volante che
poteva attraversare il passo con movimento di va e vieni senza
l'intervento del tessitore, dando l'avvio ai moderni telai
meccanici.
Alla fine del cinquecento, nel descrivere "tutte le
professioni del mondo", Tomaso Garzoni così racconta la
grande specializzazione del mestiere del tessitore: "Fa ancora di
mestiero al tessitore saper ordire le tele per tessere. Il che si
fa dentro una cassetta, la quale ha vinti casella, e in ciascuna
di loro si mette un iemo di filato (gomitolo), e così s'ordiscono
per ordinario le tele a vinti fili per partata.
E poi bisogna saper mettere in pettine, perché in alcuni va un
filo per dente, in altri ne van due, in altri tre, secondo che il
filato è grosso o sottile………E' però grandissima differenza da un
tessere all'altro: perciochè i panni di lana, i veludi, i rasi, i
damaschi, i broccati, i cendali, le tovaglie e tutte l'altre
sorti di tele sono tutte differenziate l'una dall'altra, e chi sa
tesser di questa molte volte non sa dell'altra, onde si comprende
quanto grande sia la differenza del tessere…"
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