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 Tessitura e Telaio
 
Tessitura e telaio hanno origini antichissime e anche l'arte del filare doveva essere conosciuta fin dai tempi più remoti. I primi documenti sono rappresentati da dipinti murari egiziani (2000 a.C.) e mostrano telai orizzontali e verticali (come il telaio di Penelope).
I tessuti venivano ottenuti separando i fili e aprendo il
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passo necessario all'introduzione della trama con le dita o bacchette. Un grosso progresso fu quello di produrre il sollevamento e la selezione contemporanea dei fili mediante il liccio. Quest'attrezzo poteva sollevare tutta una serie di fili (ad es. quelli dispari) e introdurre la trama tra questi e quelli pari non sollevati. La trama successiva era ottenuta dal medesimo liccio che abbassava i fili dispari al di sotto di quelli pari e introduceva la trama passando sopra i fili dispari e sotto quelli pari (all'opposto della trama precedente).
 




 
Nei telai africani degli Ascianti vediamo un altro notevole progresso con la comparsa di due licci attaccati a due corde e sollevati alternativamente con la mano. Sospeso ad una corda è anche il pettine. L'ordito è tenuto in tensione da una grossa pietra.

Successivamente il movimento dei licci fu reso interdipendente collegandoli con corde in modo tale che alzando uno dei due l'altro deve abbassarsi e viceversa.

Cinesi e Indiani applicarono questa tecnica che è molto vicina a quella in uso ancora oggi nella tessitura a mano. Nel 1733 l'inglese John Kay di Bury inventò la navetta volante che poteva attraversare il passo con movimento di va e vieni senza l'intervento del tessitore, dando l'avvio ai moderni telai meccanici.


Alla fine del cinquecento, nel descrivere "tutte le professioni del mondo", Tomaso Garzoni così racconta la grande specializzazione del mestiere del tessitore: "Fa ancora di mestiero al tessitore saper ordire le tele per tessere. Il che si fa dentro una cassetta, la quale ha vinti casella, e in ciascuna di loro si mette un iemo di filato (gomitolo), e così s'ordiscono per ordinario le tele a vinti fili per partata.

E poi bisogna saper mettere in pettine, perché in alcuni va un filo per dente, in altri ne van due, in altri tre, secondo che il filato è grosso o sottile………E' però grandissima differenza da un tessere all'altro: perciochè i panni di lana, i veludi, i rasi, i damaschi, i broccati, i cendali, le tovaglie e tutte l'altre sorti di tele sono tutte differenziate l'una dall'altra, e chi sa tesser di questa molte volte non sa dell'altra, onde si comprende quanto grande sia la differenza del tessere…"



 
 
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